Mstislav Rostropovich, ritenuto il più grande violoncellista vivente (in molti ricordano il suo concerto sotto il muro di Berlino subito dopo la sua caduta) e noto anche per le sue battaglie umanitarie combattute insieme alla moglie, il soprano Galina Vishnevskaya, si è esibito qualche giorno fa nella stupenda cornice del Teatro Massimo di Palermo. Il grande maestro è tornato a Palermo dopo quasi 40 anni e ha deliziato un teatro esaurito in ogni ordine di posti. Un concerto indimenticabile, anche se la scelta delle opere eseguite poteva essere più felice ed omogenea. Rostropovich ha eseguito, accompagnato dalle voci del Coro da camera di Orenburg, “Canticle to the Sun” di Sofija Gubajdulina. La seconda parte del concerto (Haydn) è filata via in maniera più tradizionale permettendo agli spettatori di apprezzare l’abilità tecnica e la vivacità artistica del Maestro, che ha poi concluso il concerto concedendo due bis di Bach ad un pubblico estasiato.