Giuseppe Virciglio è un giovane siciliano che quest'anno ha affrontato gli esami di maturità come altri cinquecentomila suoi coetanei in tutt'Italia. Si è preparato coscienziosamente, ha ampliato le sue conoscenze facendo ricorso ad internet, ha sostenuto prima le prove scritte, poi quelle orali.
Solo che a Giuseppe tutto ciò è riuscito più difficile che agli altri perché sin dalla più tenera età è affetto da un gravissimo handicap che gli impedisce di parlare e di muovere le mani. Può comunicare soltanto con il movimento degli occhi e proprio in questo modo ha sostenuto l'esame presso l'Istituto Magistrale Finocchiaro Aprile di Palermo.
Dopo aver svolto gli scritti in modo eccellente Giuseppe ha superato molto bene anche la prova orale. Per prepararsi meglio si è servito di un computer che gli consente di navigare in internet tramite un programma speciale.
Durante il colloquio un'insegnante di sostegno teneva davanti al candidato un quadro con le lettere dell'alfabeto ed egli rispondeva alle domande del commissari d'esame indicando con gli occhi l'una dopo l'altra le lettere che compongono le singole parole.
Giuseppe ha trattato per la Commissione un tema che per lui ha un significato particolare, quello della solitudine, intesa non solo come incomunicabilità, ma anche come autonomia. Ha sviluppato l'argomento facendo riferimento ad autori che hanno approfondito la conoscenza di questa particolare condizione umana: Seneca, Pirandello, Kierkegard, Einstein.
Quando al termine dell'esame una compagna gli ha chiesto come intendesse festeggiare l'evento, col movimento degli occhi ha fatto spuntare sulla sua lavagnetta la parola Pizzeria.
Bravo Giuseppe, con la tua grande forza di volontà riesci ad essere te stesso e a realizzarti, nonostante tutto.