Il Satiro danzante di Mazara del Vallo ha lasciato il museo che lo ospita da un paio d'anni per essere trasferito in Giappone, dove per sei mesi potrà essere ammirato da milioni di persone che lo hanno atteso con vivissimo desiderio.
La bella statua greca, realizzata in bronzo fra il V e il IV secolo a. C., inizialmente farà sosta a Tokio dove per alcune settimane sara' esposta nel Padiglione Imperiale del Museo Nazionale. Poi, dal 25 marzo al 25 settembre, il Satiro sarà l'Ambasciatore della Cultura italiana all'Esposizione Universale di Aichi e il fulcro del Padiglione Italia, ispirato all'Arte del Vivere. L’antica statua, raffigurando un satiro indubbiamente ebbro e impegnato in una danza sfrenata, rappresenta l'estasi dionisiaca e la gioia di vivere.
Il Satiro, dopo essere rimasto per duemilaquattrocento anni nei fondali del Canale di Sicilia, é tornato alla luce nella primavera del 1998 impigliandosi nelle reti di un motopeschereccio di Mazara del Vallo. La stessa imbarcazione l’anno precedente aveva tirato in superficie la gamba sinistra di quella statua.
Subito gli esperti si sono resi conto che era stata ritrovata un’opera di grande valore artistico ed archeologico, non solo per l’eleganza delle sue forme, ma anche perché le statue bronzee dell’antica Grecia giunte fino a noi sono poche. L’opera, che aveva urgente bisogno di cure, é stata affidata all’Istituto centrale del Restauro di Roma; al termine dei lavori é stata collocata a Mazara, nell’ex chiesa di S. Egidio.